La storia
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Stemma dei San Bonifacio

I San Bonifacio erano di origine franca, stanziati a Verona già nel X° secolo. Il capostipite è Milone, tra i discendenti Bosone Malregolato e Sauro, la cui sorella avrebbe sposato un Montecchi per garantire la pace tra le famiglie.

Sauro fu ucciso nel 1189 sulla soglia del suo castello da Ceresio Montecchi, la discordia riprese. Sono i secoli della lotta per le Investiture tra l'Imperatore e il Papa, tra i Ghibellini e i Guelfi.

A Verona Bonifacio V San Bonifacio e l'alleato Azzo VI d'Este capo dei Guelfi si scontrarono con i Montecchi, sostenuti da Ezzelino II con il figlio Ezzelino III da Romano capo dei Ghibellini.

Le due parti si fronteggiarono a Verona, Vicenza, Ferrara e Mantova.

Nel 1212 morirono i due capi Guelfi Bonifacio V e Azzo VI. Il Trovatore Aimeric de Peguilhan scrisse un compianto per celebrarne la generosità e la liberalità, ma lo scontro riprese.

Il matrimonio incrociato tra Rizzardo IV San Bonifacio e la sorella Gilia con Cunizza e il fratello Ezzelino III da Romano non originò la pace.

Aldobrandino e Azzo VII d'Este, Rizzardo IV con il figlio Lodovico il Potente, i da Camino e i Camposampiero per i Guelfi, Ezzelino III da Romano, i Montecchi e i Turrisendi, i Torelli di Ferrara per i Ghibellini. La morte di Rizzardo IV nel 1252  e poi quella di Ezzelino III nel 1259 misero fine alla lotta tra le fazioni.

A Verona arrivarono i della Scala e i d'Este spostarono il centro del loro potere nel Polesine e a Ferrara. Nella zona a Nord dell'Adige subentrarono i da Carrara, infine la Repubblica Veneta.

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Marco Regolo San Bonifacio
tondo del 1800
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Autoritratto di Caterina Colloredo Mels 

Lodovico III San Bonifacio nel 1417 e il figlio Marco Regolo nel 1432 sposarono rispettivamente Francesca da Fogliano e Margherita de' Terzi, eredi del feudo di Villa Bartolomea. Dal doppio matrimonio ebbe origine la divisione della Famiglia San Bonifacio in quattro rami, due veronesi e due padovani.

Il committente del Palazzo di Villa Estense Ercole San Bonifacio del ramo padovano di S. Agata lasciò nel 1598 i suoi beni al nipote Achille. Nel testamento raccomandò il suo Palazzo costruito con molta spesa et diligenza, secondo le regole della Pragmatica scritta per la Famiglia da Giulio San Bonifacio ramo di San Paolo.

L'ultimo erede diretto fu  Marco Regolo detto Margolato, che nel 1810 donò ogni sua proprietà al nipote Elia, figlio della sorella Angela sposata con Giorgio Polcenigo e Fanna.

Anche questa antica Famiglia friulana vantava legami con i Franchi e ancora prima con i Longobardi. Nel 1222 si era divisa in due rami, uno con sede a Polcenigo e l'altro a Fanna di Sopra, oggi Cavasso Nuovo.

Il palazzo feudale, addossato al Colle di San Remigio, è stato devastato dal terremoto.

Giorgio Polcenigo e Fanna si era laureato a Padova in Giurisprudenza, nel 2010 sono state pubblicate le sue Lettere. Elia Polcenigo e Fanna Sambonifacio sposò in prime nozze Caterina Colloredo Mels di Montalbano, località in cui si trovano il Castello e la Cucina resi celebri dallo scrittore Ippolito Nievo. Mancata nel 1822 a Villa di Villa, Caterina è stata  sepolta nella Cappella del Palazzo.

In seconde nozze Elia, ultimo discendente dei Polcenigo e Fanna e dei San Bonifacio di Sant'Agata, sposò Elisabetta Maraldo. Morì nel 1838 a Cavasso, nel 1871 mancò la moglie Elisabetta, al cui nipote Pietro Ardìt, non essendoci eredi diretti, passò la proprietà di Villa Estense.

 

Palazzo San Bonifacio Ardit  è tuttora abitato dai pronipoti di Pietro Ardìt.

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Elisabetta Maraldo